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Risonanza Magnetica

Alla scoperta della Risonanza Magnetica

Risonanza magnetica: immagini di output

I primi studi sull'impiego della Risonanza Magnetica, furono intrapresi nel lontano 1971, ad opera di Rymond Vahan Damadian, il quale asserì che l'uso di questa metodica, fosse in grado di diagnosticare il cancro, in quanto i tumori ed i tessuti sani, fornivano risposte del tutto differenti, se sottoposti all'analisi della RMN. Pur presentando numerose lacune ed anomalie, molti furono coloro che seguendo le orme di Damadian, cercarono di perfezionare tale tecnica, ma fu solo nel 1988, che la società Numar, fu in grado di realizzare il primo apparecchio dotato di magneti ed un'antenna, capace di inviare tutta una serie di impulsi.

La Risonanza Magnetica nucleare, conosciuta anche come Nuclear Magnetic Resonance (NMR), è un'innovativa tecnica di indagine diagnostica, che si  basa sulla misurazione dello Spin o di altri nuclei, dotati di momento magnetico, quando sono sottoposti ad un campo magnetico, sono in grado di fornire un'indagine precisa e dettagliata, sulla materia trattata. Essa permette di produrre e registrare immagini ad alta definizione dell'interno del corpo umano, utilizzando onde di radiofrequenza e campi magnetici, in realtà è come una grande e potente calamita, che sulla base di principi fisici, molto complessi, permette di studiare le interazioni tra le onde di radiofrequenza e gli atomi di idrogeno presenti nell'organismo.

I componenti di un tomografo sono:

  • Il magnete,
  • Le bobine di RF,
  • I gradienti di campo magnetico
  • Un computer.

Il magnete superconduttivo, genera un campo magnetico d'intensità stabile, per differenziare i livelli energetici degli spin, in modo che possano produrre un segnale, per ottenere valori ottimali di temperatura, si impiegano gas criogeni, quali ad esempio l'elio o l'azoto.

Le bobine a radiofrequenza, sono delle antenne che emettono dei segnali ai protoni e ricevono quelli deboli, emessi da questi, nella fase di rilassamento. I gradienti generano a loro volta, campi magnetici variabili, che vanno a modulare quello principale, permettendo così un maggior riconoscimento del segnale, infine un computer calcola, rielabora e controlla tutta una serie di operazioni, necessarie per procedere alla produzione delle immagini, che una volta visualizzate sul monitor, verranno archiviate in forma digitale.

Uso in campo medico della risonanza magnetica

Macchinario per risonanza magneticaI risultati ottenuti con la Risonanza Magnetica, sono di gran lunga più esaurienti e dettagliati delle immagini offerte dalle tradizionali radiografie, la differenza tra le due è notevole, nella RMN il segnale di densità è dato dal nucleo atomico della parte esaminata, mentre in radiologia, la densità è determinata dagli orbitali elettronici degli atomi, che vengono interessati dai raggi X.

Questo esame fa pur sempre parte della radiologia, in quanto genera immagini relative alla struttura interna del corpo umano, ma fornisce elementi di natura diversa, infatti l'RMN, mette in evidenza solo i tessuti molli, facendo una netta distinzione tra le diverse tipologie, dando un risultato finale, difficilmente ottenibile con le altre forme di radiologia. Essa è in grado di produrre immagini di tipo tomografico digitale, utilizzando campi magnetici e radiofrequenze, si può definire una tecnica multiparametrica e multiplanare, che permette di ottenere sezioni di organi e vario orientamento su piani sagittali, dorsali o trasversali, con assenza di artefatti, dovuti alle strutture ossee e soprattutto senza alcun bisogno di spostare il paziente.

La RMN è particolarmente utilizzata nelle indagini di:

  • Patologie oncologiche a livello cerebrale e nella ricerca delle funzioni ad esso collegate,
  • Nello studio della colonna vertebrale,
  • Del midollo spinale,
  • Dell'apparato muscolo-scheletrico,
  • Nel tumore della mammella e degli organi interni, inoltre è un valido aiuto per individuare e localizzare malformazioni, processi morbosi di natura vascolare, tumorale e traumatica.

Il corretto procedimento di una risonanza magnetica

Questo esame generalmente non è dannoso per il paziente, in quanto non ci sono emissioni di radiazioni, quindi è assolutamente sicuro e privo di controindicazioni, nonostante questo, bisogna seguire alcune precauzioni, a partire proprio dal togliere tutti gli oggetti metallici, quali:

  • Chiavi,
  • Orologio,
  • Lenti a contatto,
  • Monete od altro.

Inoltre per non creare interferenze con il campo magnetico, il paziente prima di sottoporsi a questa procedura deve far presente se nel proprio organismo vi sono impianti metallici, come:

  • Pacemaker,
  • Pompe infusionali
  • Clip vascolari, in questi casi, non sarà possibile sottoporsi alla RMN.

E' obbligatorio, inoltre, che le donne in stato di gravidanza, provvedano a segnalarlo, in modo da poter valutare attentamente la possibilità di effettuarla o meno, in quanto detto esame, potrebbe generare numerosi rischi per il nascituro. Anche coloro che sono soggetti a particolari allergie, specie ai metalli, sono invitati a comunicarlo. Prima di procedere all'esame, si acquisisce il Consenso Informato del Paziente e la relativa storia clinica.

La persona viene coricata su di un apposito lettino ed introdotto in una specie di tunnel, a seconda della zona da esaminare, diversa sarà la posizione assunta, in quanto è indispensabile che l'area in esame sia posta al centro del magnete. La durata dell'operazione varia da 20 a 60 minuti, a seconda dello studio che si deve effettuare, il disagio maggiore è dato, oltre alla sensazione di claustrofobia, dalla rumorosità della macchina stessa, per ovviare a ciò, vengono fornite delle cuffie o dei tappi per le orecchie, oltre a ciò il paziente non avvertirà alcun dolore o sensazione particolare.

Per assicurare un maggior rilassamento, all'interno il magnete è dotato di ventilazione, per il corretto ricambio d'aria, una telecamera a circuito chiuso, permette agli operatori di monitorare il paziente in qualunque momento, inoltre quest'ultimo avrà a disposizione un pulsante per segnalare eventuali situazioni di pericolo. Al termine la persona può tornare a casa, senza particolari problemi, solo nel caso sia praticata una sedazione farmacologica, sarà bene aspettare il tempo necessario per il ripristino della normale efficienza ed evitare di mettersi alla guida, in seguito verrà consegnato il CD con il relativo referto.

Per una migliore analisi, può ritenersi utile praticare l'RMN con mezzo di contrasto, essa consiste nell'iniettare per via endovenosa il mezzo di contrasto, che permetterà di rilevare l'eventuale presenza di masse tumorali, lesioni nonché la loro estensione, le reazioni in questo caso sono molto rare e di lieve entità, si risolvono facilmente ed in breve tempo. Le persone particolarmente ansiose o che soffrono in modo patologico di claustrofobia, possono sottoporsi a questo esame, ricorrendo alla RMN Aperta. Nella RMN aperta si fa uso di un magnete a forma di C, posizionato in modo da agevolare l'accesso al paziente, ma non solo, permette di eseguire in tutta tranquillità l'esame, in quanto evita il senso di soffocamento, nelle persone che hanno difficoltà a stare in ambienti chiusi, come può essere il tunnel del tradizionale apparecchio di RMN.

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