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L'epicondilite

E’ una tendinopatia inserzionale, ossia una condizione patologica infiammatorio-degenerativa, dei tendini estensori del polso e della mano alla loro inserzione sull’epicondilo omerale. E’ interessate costantemente l’stensore radiale breve del carpo (ECRB) e, incostantemente, l’estensore radiale lungo del carpo(ECRL) e l’estensore comune delle dita.

Epidemiologia ed Eziopatogenesi

L’epicondilite è detta anche gomito del tennista poichè colpisce spesso soggetti che praticano tennis. Tuttavia colpisce qualsiasi soggetto, particolarmente lavoratori manuali che usano con particolare frequenza i muscoli della regione estensoria dell’avambraccio.Generalmente si tratta di soggetti di età media e più spesso di maschi.

Epicondilite, area di impatto

I fattori eziopatogenetici sono rappresentati da microtraumi ripetuti, quali quelli prodotti da energiche contrazioni muscolari, e da fattori costituzionali, consistenti in una particolare tendenza ad andare incontro a malattie dei tessuti mesenchimali, particolarmente di quelli cartilaginei (cartilagine articolare e fibrocartilagine).

Anatomia Patologica

A livello macroscopico non si osservano di solito alterazioni delle strutture tendinee.

Istologicamente la fibrocartilagine della giunzione osteo-tendinea presenta iperplasia cellulare e microcisti contenenti materiale necrotico. La linea blu, che delimita l’osso dal tendine , appare frammentata. Il tessuto tendineo presenta fenomeni degenerativi di varia entità, aree di ipervascolarizzazione, e fenomeni riparativi, indicati dalla presenza di cellule mesenchimali e tessuto di granulazione.

Anatomia patologica dell'epicondilite

Quadro Clinico

La sintomatologia soggettiva è caratterizzata da dolore a livello dell’epicondilo, che tende talora ad irradiarsi alla regione estensoria dell’avambraccio. Il dolore si manifesta particolarmente nello stringere il pugno, nel prendere oggetti e nel sollevare pesi.

Obiettivamente si suscita dolore alla digitopressione dell’epicondilo, e nell’estensione contro resistenza del dito medio. Vi può essere dolore anche nell’estensione radiale contrastata del polso.

Raramente le radiografie mostrano piccole calcificazioni nell’area dell’epicondilo.

Nella diagnosi differenziale entrano in gioco:

Patologie cervicali e particolarmente la compressione delle radici C6 e C7 per ernia discale o stenosi del forame intervertebrale, la differenziazione è generalmente agevole, poiché nelle patologie cervicali il dolore si irradia di solito all’intero arto, è risvegliato dall’estensione del collo e si associa spesso a deficiti di forza e iporeflessia, che sono assenti nell’epicondilite.

Trattamento

Consiste nell’evitare o ridurre le attività sportive o lavorative che comportano dolore. I farmaci anti-infiammatori e la terapia fisica possono essere utili nel ridurre la sintomatologia dolorosa. Un tutore appositamente studiato può migliorare i sintomi durante l’attività quotidiana Se ciò non avviene, è indicato effettuare 1-2 infiltrazioni di un cortisonico a lento assorbimento. L’infiltrazione viene effettuata infliggendo l’ago prossimamente all’epicondilo in modo che la punta giunga nella zona di inserzione dei tendini epicondiloidei dell’osso. Si deve evitare di inoculare il farmaco nello spessore dei tendini.

Il trattamento chirurgico, indicato dopo almeno 6- 12 mesi dall’insorgenza della malattia, consiste nel disinserire i tendini interessati e cruentare la sede ossea di inserzione. Successivamente si applica un apparecchio gessato o un tutore braccio-metacarpale per 3 settimane.

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