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Colpo di frusta

Il “colpo di frusta” nell'uso comune, viene impropriamente definito come una lesione del rachide cervicale, al contrario, esso è un movimento antero-posteriore (o viceversa) dell'articolazione sopra detta, dovuto ad una decelerazione o accelerazione.

Colpo di frusta - Area di impatto.

Conseguenze cliniche del colpo di frusta

Il tratto cervicale sia dal punto di vista anatomico che fisiologico è molto complesso.

Al suo interno infatti confluiscono e sono presenti molti vasi, arterie e nervi fondamentali per la vita dell'uomo, protetti da una ancor più complessa infrastuttura fatta di ossa, muscoli e legamenti.

Come detto sopra, più del 90% dei traumi che coinvolgono il tratto cervicale sono di modestà entità

con conseguenze limitate ai muscoli e legamenti del collo. Tali colpi di frusta di norma portano a problemi locali di dolorabilità, limitata mobilità, cefalee, nausea e guariscono clinicamente in pochi giorni, massimo qualche settimana. In questi casi si ha la cosi detta “contrattura” muscolare del collo, sistema di difesa del nostro organismo che tende a limitare i movimenti che possano peggiorare la situazione.

Per questi motivi, imitando il sistema di difesa del nostro corpo, in molti casi di “colpo di frusta” il medico curante prescrive il “collarino” che limita i movimenti del collo e della testa in modo da escludere quei movimenti che possano portare ad un aggravamento clinico.

Ovviamente le lesioni sono proporzionali alla violenza e repentinità del movimento antero-posteriore (o viceversa) del collo ed in alcuni rari casi, oltre alle conseguenze muscolari e legamentose, possono verificarsi gravi lesioni al tratto vertebrale cervicale interessando le vertebre stesse.

Il “colpo di frusta”quindi, movimento istantaneo e violento, nei casi meno lievi può interessare anche i dischi intervertebrali ed i nervi con fenomeni di parestesie, brachialgie e sciatalgie.

Nei casi più gravi, le lesioni possono provocare ernie discali cervicali e fratture vertebrali con conseguenze cliniche molto pesanti come paralisi temporanea o permanente, grave limitazione della mobilità ed in rarissimi casi la morte.

Prevenzione del colpo di frusta

I danni da colpo di frusta possono essere oggetto di prevenzione, mediante l'adozione di sistemi di protezione sia passiva sia attiva.

Dato che il 99% dei colpi di frusta refertati è relativo ad incidenti stradali e nello specifico a tamponamenti, Il principale strumento di prevenzione e riduzione del danno, per i traumi cervicali è costituito dal “poggiatesta” un dispositivo passivo posto sulla sommità dei sedili.

Fino agli anni 80, tale dispositivo non era utilizzato nelle vetture di serie, se non in quelle più lussuose mentre attualmente, esso viene utilizzato in tutti i mezzi da circolazione a quattro ruote, grazie anche alle normative di sicurezza europee ed internazionali.

Per rendere più efficacie la protezione, alcuni modelli hanno previsto dei “poggiatesta” attivi, che seguono in caso di brusche accelerazioni o decelerazioni il movimento fisiologico della testa e del collo , limitando molto gli eventuali “colpi di frusta”. E' importante poi che il poggiatesta sia del tipo regolabile in altezza, in modo da potersi adattare alle caratteristiche fisiche del passeggero.

 

Colpo di frusta in ambito risarcitorio

Il colpo di frusta è entrato nel dizionario comune poichè utilizzato dalle persone come pretesto per ottenere un risarcimento assicurativo nell'ambito della circolazione stradale.

In Italia più che negli altri paesi, l'incidenza del colpo di frusta nei sinistri stradali è altissima, corrisponde infatti a quasi il 60% di tutte le lesioni fisiche conseguenti ad incidenti nella circolazione.

Prima del Decreto legge 27/2012, il quale, di fatto, cancella i “falsi” colpi di frusta, questa tipologia di lesione veniva accertata dal medico del pronto soccorso esclusivamente attraverso un esame visivo e consisteva in una limitazione della mobilità del collo e della testa.

Grazie a tale accertamento medico, la vittima di un incidente stradale poteva ottenere un risarcimento assicurativo variabile dai 1500,00 ai 3000,00 euro per il solo fatto che il sanitario dell'ospedale avesse verificato la presenza di limitazioni al rachide cervicale.

Attualmente, con la legge sopra citata, il colpo di frusta può essere risarcito esclusivamente ove venga accertato e verificato con esami strumentali, oltre all'esame obiettivo del medico.

Sarà necessario quindi che la vittima si sottoponga ai raggi x, ad una tac o risonanza magnetica che riveli una lesione al tratto cervicale, come ad esempio una lordosi, uno schiacciamento vertebrale, un ernia discale non pregressa o addirittura una frattura vertebrale.

In questi casi, ove il colpo di frusta venga accertato da esami strumentali, la vittima avrà diritto al risarcimento dei danni come quantificato dalle tabelle redatte dai medici-legali relativamente a tale lesione : dai 2 ai 4 punti di invalidità permanente, equivalenti a circa 1800,00 – 4000,00 euro, a seconda della gravità delle lesioni.

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